Si può ancora ammirare quello che resta del più esteso deserto di sabbia che esisteva in Europa fino agli inizi degli anni sessanta, ora quasi interamente coperto da una enorme pineta che arriva fino al mare.
Il Sinis è importante anche a livello internazionale perché comprende un notevole sistema di zone umide e oasi protette dove è possibile avvistare diversi tipi di uccelli quali il fenicottero rosa, l'airone, il cavaliere d'Italia ed altri ancora. Sulle bianche scogliere calcaree della penisola nidificano berte, cormorani, taccole e piccioni torraioli, mentre rapaci, gheppi e falchi pellegrini, sorvolano continuamente la costa in cerca di prede. 
Nel territorio del Sinis si trova l'oasi del WWF dove si protegge l'unico residuo della macchia originaria che, fino a poche decine di anni fa, lo ricopriva interamente. Diversi sono gli endemismi che in quest'area e possibile ammirare, la viola del Sinis (Viola Arborescens), la Polygala Sinisica, diversi tipi di Limonium (tharrosianum, cornusianum, e lausianum) l'Heliantemum Caput-Felis e altri ancora.
La penisola è ricca di bellissime spiagge, Porto Suedda e Is Aruttas sono certamente quelle più famose, grazie alla candida sabbia di "chicchi" di quarzo. La spiaggia di Is Arenas è invece nota per la sua estensione (6 km).
Numerosi sono i monumenti archeologici che si trovano nella penisola del Sinis. Essa infatti, grazie alla felice posizione, è stata frequentata dall'uomo fin dai tempi remoti.
Nel Sinis si trova la più alta densità di nuraghi, diverse torri costiere del periodo spagnolo, il tempio ipogeico di San Salvatore ed i resti della città fenicio-punico-romana di Tharros. |